|
|
||||||||||||
Impostazione di Saussurea
|
IL PASCOLO ALPINO Sopra il limite del bosco, le verdi praterie che ricoprono i pendii oltre i 2000
metri di altitudine ospitano una gran varietà di specie erbacee.
Predominanti sono le Graminacee e le Ciperacee, piante forse insignificanti
per i fiori poco appariscenti, ma molto importanti perché sono prezioso
nutrimento per gli erbivori selvatici e domestici. In questa zona il substrato
ha una reazione acida che influisce sul tipo di vegetazione del pascolo.
Assai diffuso è il Nardo (Nardus stricta), pianta
non molto esigente con foglie coriacee e poco appetite dal bestiame, che
riesce perciò a espandersi maggiormente e in certi casi a dominare
sulle altre specie.
Durante l’estate il pascolo alpino si accende di vivaci colori per la presenza di molteplici specie dai fiori variopinti e intensamente profumati. I Ranuncoli dai fiori giallo-oro, le Genziane dalle corolle blu intenso, le Campanule dai fiori azzurro-pallidi e il Trifoglio alpino (Trifolium alpinum) con le sue infiorescenze di colore rosa scuro, interrompono la verde monotonia del pascolo. Particolarmente interessante è la Nigritella comune, una piccola Orchidea selvatica dall’infiorescenza porporina che emana un intenso profumo di vaniglia. GLI AMBIENTI UMIDI Sono
gli ambienti che si incontrano lungo le sponde dei torrenti glaciali, sui
suoli sabbiosi periodicamente inondati, e lungo le rive dei laghetti alpini.
Sono caratterizzati da suolo sovente ricco di umidità.
Il greto del torrente è composto da terreno pietroso, molto drenato ma allo stesso tempo umido per l’acqua richiamata in superficie per capillarità. Qui
prevalgono specie poco appariscenti e monocromatiche: i Salici nani, i
Giunchi e le Carici, associate talvolta a piante più vivaci come
la Sassifraga autunnale (Saxifraga aizoides) di colore giallo, e
il Garofanino di Fleicher (Epilobium fleicheri) di colore fucsia,
che, verso la fine dell’estate, con i loro cuscinetti variopinti arricchiscono
le sponde dei corsi d’acqua di quota.
Ai margini dei laghetti crescono due specie (Eriophorum angustifolium ed E. scheuchzeri) dai fiori insignificanti, che però a maturità assumono l’aspetto di candidi batuffoli di bambagia. Quando l’umidità del suolo diminuisce, la cotica erbosa diventa più fitta per la presenza di diverse specie di Ciperacee: è il prato umido, ambiente in cui crescono anche numerose specie di Orchidee e l’Erba cipollina (Allium schoenoprasum), dalle infiorescenze rosa intenso. IL MACERETO È
l’ambiente naturale dell’orizzonte nivale, cioè delle quote altitudinali
più elevate. È costituito da detriti mobili, medio-piccoli,
misti a sabbie e a terreno povero di sostanze nutritive, che con il tempo
possono andare incontro ad un processo di stabilizzazione e venire ricoperte
dalla vegetazione. Molto spesso però il macereto è un ambiente
instabile per il continuo apporto di detriti. Le specie che vivono in questo ambiente sono chiamate “piante pioniere”, perché sono le prime a colonizzare l’habitat, sviluppando particolari adattamenti morfologici. Alcune hanno ridotto notevolmente le loro dimensioni (nanismo) formando fitti e densi cuscinetti, piccole oasi verdi tra i grigio dei detriti; altre hanno sviluppato un lungo apparato radicale che garantisce un buon ancoraggio al terreno instabile. Un esempio è la Silene a cuscinetto (Silene acaulis) chiamata anche Pan di Marmotta, che potrebbe addirittura essere confusa con un muschio, se non fosse per i suoi fiorellini bianco-rosei. LA VALLETTA NIVALE È
un ambiente dell’orizzonte alto-alpino che si estende fino al limite inferiore
delle nevi perenni. È un avvallamento del terreno in cui la neve
permane per oltre nove mesi l’anno, e dopo il disgelo, il suolo resta impregnato
di umidità.
La flora che caratterizza la valletta nivale è composta da specie nane che riescono così a sfruttare al meglio le risorse disponibili. Sono piante in grado di svolgere il loro ciclo vegetativo in un periodo molto breve, anche in soli due mesi, producendo le gemme fiorali già alla fine dell’estate, in modo da essere pronte a fiorire al primo disgelo della stagione seguente; possono anche moltiplicarsi vegetativamente grazie a rizomi e stoloni Tipico è il Salice erbaceo (Salix herbacea), un vero e proprio albero in miniatura che, alto pochi centimetri e con portamento strisciante, ricopre la valletta nivale formando un fitto tappeto; ad esso sono associate altre specie quali la Ventaglina a cinque foglie (Alchemilla pentaphyllea) e la Canapicchia glaciale (Gnaphalium supinum) dalle foglie ricoperte da una fitta peluria che dà loro un riflesso argentato. L'ALNETO È
un’associazione vegetale del piano subalpino che si estende lungo i pendii
franosi e i coni detritici dei versanti esposti a nord, ricchi di umidità
o lungo le rive dei corsi d'acqua. La specie principale è l’Ontano
verde (Alnus viridis), un arbusto che può arrivare fino a
tre metri di altezza, riuscendo anche a coprire grandi superfici rendendole quasi impenetrabili.
L’Ontano è una “pianta pioniera” che riesce a trattenere il terreno con il suo esteso apparato radicale, resistendo anche alle slavine grazie ai suoi rami prostrati che vengono piegati, ma non spezzati, dalla neve. L'arbusto è anche in grado di colonizzare i suoli poveri per una simbiosi con batteri azotofissatori che vivono sulle sue radici, e arricchiscono il terreno di azoto assimilabile dai vegetali. Con l’Ontano crescono le “Megaforbie”, alte erbe, piante a grandi foglie con particolari esigenze nitrofile. RODODENDRO-VACCINIETO È
l’associazione vegetale del piano subalpino che rappresenta la graduale
transizione tra il bosco di conifere e il pascolo alpino. Si parla anche
di orizzonte degli “arbusti contorti” perché vi crescono piante
legnose con tronco prostrato e strisciante. Una
specie tipica è il Rododendro (Rhododendron ferrugineum),
pianta sempreverde che cresce su terreno già ricco in humus preferendo
i versanti esposti a nord dove, per la copertura nevosa più prolungata,
riceve maggior protezione. Molto diffusi sono anche i Mirtilli (Vaccinium
myrtillus e V. uliginosum) noti ai più per le loro bacche
commestibili, e diverse specie di licheni.Nei versanti maggiormente esposti è presente anche il Ginepro nano (Juniperus communis subsp. nana), un arbusto che cresce addossato a grossi roccioni per sfruttare il calore da essi trattenuto. |
||||||||||||