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Il trifoglio fibrino L’acqua, si sa, è fonte di vita, per l’uomo, gli animali e le piante.
Questa sostanza incolore e insapore è indispensabile per la sopravvivenza
di tutti gli organismi viventi, e ce ne sono alcuni, anche tra il mondo
vegetale, che scelgono l’acqua proprio come loro dimora.
È il caso del Trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata L.), una splendida e rara pianta acquatica che vive negli stagni, negli acqutrini e nelle paludi della Val Ferret. La pianta è erbacea e perenne, alta 30-50 cm, ed ha una radice chiara, ancorata al suolo, strisciante e sotterranea che può essere lunga fino ad 1 metro, mentre il resto della pianta vive sospesa nell’acqua. Lo scapo fiorale è eretto e privo di foglie, ma alla sommità porta un infiorescenza ricca di piccoli fiori del diametro di 1,5 cm di colore bianco-rosato con cinque petali ripiegati verso il basso e coperti da peli robusti ed arricciati. Le foglie partono tutte dalla base della pianta, hanno picciuoli lunghi
che gli permettono di stare fuori dall’acqua, sono formate da tre segmenti
ovali-ellittici glabri che gli conferiscono il nome volgare di trifoglio.
La Menyanthes è considerata anche pianta medicinale, è caratterizzata da un sapore amaro e intenso, favorisce la digestione, stimola le funzioni intestinali ed elimina inappetenza, dolori gastrici e addominali, gonfiori e mal di testa. Inoltre ha anche importanti funzioni dietetiche, grazie alla vitamina C e ai sali di ferro presenti sulle sue foglie, ed è utile nell’insufficienza epatica poiché contiene sostanze che stimolano le funzioni del fegato e depurano l’organismo. Secondo la tradizione popolare la pianta ha anche proprietà lassative, emmenagoghe (regolarizza il ciclo mestruale) e febbrifughe, però non provate con certezza. Dosi eccessive di Trifoglio fibrino possono provocare forti vomiti e diarree. Il periodo di fioritura oscilla tra la fine di maggio e la metà giugno, ed è possibile ammirare questa rarità nelle acque dei villaggi di Tronchey e Lavachey, ma attenzione: è solo da contemplare e magari fotografare! La raccolta è assolutamente vietata, infatti la specie è protetta in Valle d’Aosta dalla Legge Regionale 31/03/1977 n° 17 attualmente in vigore. |
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